Polizza Piercers: oltre l’estetica per salvaguardare la professione

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La Polizza Piercers non è una polizza secondaria: per chi fa questo mestiere diventa una polizza inscindibile dalla professione. Scoprila con BIG.

Il piercing (o body piercing) è la pratica che consiste nel forare la pelle per introdurre oggetti di vario materiale (metallo, osso, pietra,etc…). Nato da un fenomeno culturale, il piercing è diventato nel mondo occidentale una scelta ornamentale compiuta perlopiù da donne e uomini tra i 15 e i 35 anni.

Se i buchi nei lobi delle orecchie, decorati dagli orecchini, sono comuni a molti (soprattutto donne, ma anche uomini), altrettanto comuni sono gli orecchini applicati a livello della cartilagine dell’orecchio.

Tuttavia la lista è più ampia. Sempre più frequenti sono i piercing a:

  • sopracciglia
  • naso (narice e setto nasale)
  • lingua
  • labbra
  • ombelico
  • capezzoli
  • genitali

Si evince una molteplicità di soluzioni estetiche sempre più popolari e facili da fare che tuttavia nasconde delle insidie: per quanto comuni e diffusi, i piercing comportano rischi e possono causare infezioni e complicazioni, talvolta anche gravi.

Polizza Piercers: autocertificazione VS rischi

Benché il professionista si impegni a mantenere i propri strumenti sterilizzati, l’ambiente di lavoro sanificato e metta in chiaro fin da subito pro e contro del piercing chiedendo obbligatoriamente al cliente di firmare un protocollo di autocertificazione che garantisca lo stato di salute del cliente, non sempre le cose filano lisce un po’ perché il cliente stesso non è conscio delle buone pratiche da seguire pre e post intervento (il piercing è una pratica invasiva), un po’ perché ciascun “paziente” è a sé e non tutto si può prevedere.

Le complicazioni del piercing

Il piercing non è pratica da eseguire o farsi fare con leggerezza.

Tuttavia il grado di attenzione del paziente si limita a un’autocertificazione pre intervento che deve obbligatoriamente sottoscrivere.

I professionisti tuttavia lo sanno: la cosa migliore sarebbe che il cliente andasse da un medico prima di farsi fare un piercing al fine di verificare la presenza di controindicazioni come:

  • diabete
  • sistema immunitario indebolito (da HIV, chemioterapia, terapie cortisoniche, …),
  • cardiopatie (soprattutto valvolari),
  • assunzione di anticoagulanti e/o antiaggreganti,
  • tendenza alla formazione di cheloidi,
  • gravidanza in corso.

Ma quale paziente si presenta al professionista previa analisi accurata dello stato di salute?

Nessuno…o quasi. E non finisce qui: va considerato anche il post intervento!

I tempi di guarigione sono piuttosto lunghi (si va dalle 4 settimane per la guarigione di un piercing eseguito all’ombelico, fino a 12 mesi per quello applicato alla cartilagine all’orecchio) e un’infezione trascurata può trasformarsi in ascesso e richiedere un drenaggio chirurgico, con il rischio di fastidiose cicatrici. Esiste poi il rischio che il paziente possa andare incontro a sepsi e sindrome da shock tossico, due complicazioni potenzialmente fatali. Ecco perché la Polizza Piercers è importante.

Rischi Gravi non calcolati

L’associazione AMA ha affermato che in casi estremi di infezioni le persone possono ottenere un avvelenamento del sangue, shock tossico o rischio di malattie come l’HIV e l’epatite.

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PIERCING ALLA LINGUA: IL PERICOLO É CONCRETO

Un problema diffuso tra chi si fa fare un piercing in bocca sono le scheggiature dei denti, che si verificano mangiando, dormendo, parlando o masticando. Può succedere che la frattura coinvolga anche strati meno superficiali del dente e che quindi sia necessario devitalizzare o estrarre il dente. Dopo il piercing in bocca non è raro che la lingua si gonfi, però il gonfiore in alcuni casi può essere sintomo di infezione. Se è in corso un’infezione può accadere che il gonfiore sia tale da impedire una respirazione corretta. Ci sono casi in cui i medici siano dovuti intervenire inserendo un tubicino nel naso del paziente, per permettergli di respirare finché l’infezione non fosse guarita.

Il problema è così ingente che il noto Studio 28 di New York l’ha bandito dai suoi servizi e l’Australian Medical Association ha dovuto dichiarare ufficialmente che i piercing alla lingua possono essere molto pericolosi rispetto ad altre parti del corpo. Tuttavia il piercing alla lingua resta fra i più diffusi piercing richiesti aprendo la questione tra una scelta economica o cautelativa.

La colpa è del professionista

In mancanza di un Albo professionale, l’APTPI (Associazione Piercers e Tatuatori Professionisti Italiani nata nel 2002) ha disposto un codice etico atto dare delle linee guida sulle procedute da tenere volto a tutelare sia il professionista che il cliente. Quando però insorgono complicazioni il primo ad essere additato è il professionista. Negli ultimi anni molti sono i casi in cui il cliente ha chiesto il risarcimento per danni insorti a causa del piercing.

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