Nell’attuale panorama economico e sociale, caratterizzato da una crescente complessità e conflittualità, diventa fondamentale per imprese e organizzazioni tutelare chi ricopre posizioni di responsabilità o di rappresentanza — che si tratti di amministratori, membri di organi societari o altre figure apicali — le quali, proprio in virtù del ruolo che svolgono, si trovano esposte a molteplici rischi di natura legale e professionale.

Valentina Papeti, Relationship Manager di BIG Insurance Brokers, risponde alle domande sulla D&O

Mi è stato chiesto di approfondire le risposte alle domande più frequenti che ricevo sulla D&O e per me è un vero piacere. Questa polizza è uno strumento assicurativo strategico non solo per proteggere il singolo professionista, ma anche per permettere all’azienda di attrarre e trattenere manager e consiglieri qualificati, che possano così svolgere il proprio ruolo con maggiore serenità e autonomia decisionale.

1. Cos’è una polizza D&O?

La polizza D&O (Directors & Officers Liability) è una copertura assicurativa pensata per tutelare gli amministratori, i dirigenti e più in generale tutti coloro che ricoprono cariche decisionali o di rappresentanza all’interno di un’azienda o di un ente. Protegge il patrimonio personale di amministratori e manager quando vengono chiamati a rispondere per errori o decisioni aziendali in prima persona non solo in Italia ma ovunque nel mondo. Molto sinteticamente: senza D&O si paga di tasca propria.

2. A chi si rilvoge questa polizza?

A tutte le figure che ricoprono ruoli apicali nelle imprese, anche se piccole o medie, quindi a tutte le organizzazioni – private e pubbliche, profit e non profit – che nominano persone fisiche in ruoli di gestione, controllo o rappresentanza. In particolare, è uno strumento pensato per:

  • Società di capitali (S.p.A., S.r.l., ecc.) Amministratori delegati, consiglieri di amministrazione, componenti del collegio sindacale e del consiglio di sorveglianza, direttori generali e altri dirigenti con deleghe operative.
  • Gruppi societari e multinazionali Dove la complessità delle strutture e la molteplicità delle giurisdizioni amplificano significativamente i rischi per chi ricopre cariche apicali.
  • PMI e startup Spesso sottovalutano questo rischio, ma i soci-amministratori di piccole e medie imprese sono anzi particolarmente esposti, poiché tendono a concentrare nelle stesse persone più ruoli e responsabilità.
  • Enti del Terzo Settore e associazioni Anche presidenti, consiglieri e revisori di fondazioni, associazioni e cooperative sono soggetti a responsabilità civili e penali nell’esercizio del loro mandato.
  • Società quotate Per le quali il rischio di azioni legali da parte degli azionisti o degli organi di vigilanza è strutturalmente più elevato.
  • Enti pubblici e società partecipate I cui amministratori rispondono non solo verso i soci privati, ma anche verso la Corte dei Conti e altri organismi di controllo pubblico.

La D&O è consigliata a qualsiasi organizzazione in cui esistano persone fisiche che prendono decisioni per conto di altri: il rischio di essere chiamati a risponderne, prima o poi, è una costante di qualsiasi ruolo di responsabilità.

3. Chi e cosa si rischia concretamente senza una D&O?

Operare senza una copertura D&O espone sia le persone fisiche che l’organizzazione a rischi concreti e spesso sottovalutati. Vado per ordine.

Le persone fisiche: il patrimonio personale a rischio

È questo il punto più critico. Un amministratore o un dirigente che viene ritenuto responsabile di un danno – anche solo per una decisione rivelatasi sbagliata, non necessariamente per dolo o malafede – può essere chiamato a rispondere con i propri beni personali: conti correnti, immobili, risparmi. I principali scenari di rischio sono:

  • Azioni di responsabilità promosse dalla società stessa o dai soci per danni causati da una gestione ritenuta negligente o imprudente;
  • Richieste di risarcimento da parte di terzi – fornitori, clienti, dipendenti, istituti di credito – che si ritengono danneggiati dalle scelte del management;
  • Procedimenti penali e amministrativi per violazioni di norme fiscali, ambientali, giuslavoristiche o in materia di sicurezza
  • Azioni della Corte dei Conti per gli amministratori di enti pubblici o società partecipate;
  • Procedimenti da parte di autorità di vigilanza come Consob, Banca d’Italia o Antitrust.

L’azienda: costi e instabilità

Anche l’organizzazione o l’impresa ne risente in modo significativo in quanto:

  • Deve sostenere i costi di difesa legale per i propri dirigenti, spesso anticipandoli
  • Rischia una destabilizzazione nella governance, con manager che assumono atteggiamenti eccessivamente prudenti o rinunciato all’incarico
  • Incontra maggiori difficoltà ad attrarre profili qualificati, sempre più attenti alle tutele offerte prima di accettare una carica

Questo rischio è spesso sottovalutato. Molti amministratori ritengono di essere al riparo perché agiscono in buona fede o perché l’azienda è solida. In realtà, la buona fede non impedisce l’avvio di un procedimento, e i costi legali per difendersi – anche in caso di piena assoluzione – possono raggiungere cifre molto elevate. Senza una D&O, questi costi ricadono interamente sulle spalle della persona.

4. Cosa succede se arriva una richiesta di risarcimento?

Ricevere una richiesta di risarcimento è un momento delicato, che può generare disorientamento e preoccupazione. Sapere come funziona il meccanismo assicurativo aiuta ad affrontarlo con maggiore lucidità. Partiamo dal primo passo.

La denuncia del sinistro

Non appena l’amministratore o il dirigente riceve una richiesta di risarcimento – o anche solo viene a conoscenza di una situazione che potrebbe sfociare in una richiesta – è fondamentale darne tempestiva comunicazione alla compagnia assicurativa, nel rispetto dei termini previsti dalla polizza. Ritardare questa comunicazione può compromettere l’operatività della copertura.

Come interviene la polizza D&O

Una volta attivata, la copertura interviene su più fronti:

  • Gestione della difesa legale – la compagnia affianca l’assicurato nella scelta dei legali e anticipa o rimborsa le spese di difesa, anche in caso di procedimenti penali o amministrativi;
  • Valutazione della richiesta – gli esperti della compagnia analizzano la fondatezza della pretesa e definiscono la strategia più opportuna;
  • Negoziazione e transazione – ove possibile, la compagnia può gestire una trattativa stragiudiziale per chiudere la controversia in modo rapido ed economico;
  • Indennizzo – se la responsabilità viene accertata, la compagnia liquida il risarcimento dovuto, fino al massimale previsto dalla polizza.

5. Le polizze D&O operano in regime Claims Made?

La risposta è sì, le polizze D&O operano tipicamente in regime claims made, il che significa che la copertura scatta nel momento in cui la richiesta viene formulata e denunciata durante il periodo di validità della polizza – indipendentemente da quando si è verificato il fatto che l’ha originata. Questo rende fondamentale mantenere la copertura attiva nel tempo e prestare attenzione alle clausole di ultrattività, che proteggono l’assicurato anche per fatti accaduti prima della scadenza della polizza.

6. Quanto possono costare le spese legali?

È una domanda concreta, e la risposta è più che immaginabile, anche per chi non ha mai affrontato un contenzioso di natura societaria o manageriale. I costi legali in questo ambito possono essere molto elevati, indipendentemente dall’esito del procedimento. Vediamo quali sono i fattori che determinano questi costi:

  • la complessità della vicenda e il numero di parti coinvolte
  • la durata del procedimento, che in Italia può protrarsi per anni
  • il grado di giudizio – primo grado, appello, Cassazione
  • la presenza di procedimenti paralleli (civile, penale, amministrativo)
  • il ricorso a consulenti tecnici, periti e esperti di settore
  • eventuali procedimenti all’estero, con costi notevolmente più elevati

Partendo dal presupposto che è possibile fornire cifre universali, ecco per la mi asperienza un’idea degli ordini di grandezza:

  • Un contenzioso civile di media complessità può comportare spese legali tra i 30.000 e i 100.000 euro
  • Procedimenti complessi, con più gradi di giudizio, possono superare i 200.000 o 300.000 euro
  • In caso di indagini penali o procedimenti regolatori, i costi di difesa possono facilmente superare il mezzo milione di euro
  • A queste cifre vanno aggiunti gli eventuali risarcimenti, che in cause societarie possono raggiungere importi milionari

7. E se si viene prosciolti o assolti?

I costi legali rimangono. L’assoluzione non azzera i costi. Questo è uno degli aspetti più incompresi e più gravosi di chi affronta un procedimento senza una copertura adeguata. Essere prosciolti o assolti significa che la giustizia ha riconosciuto la propria innocenza o l’assenza di responsabilità. Ma non significa che qualcuno rimborserà automaticamente le spese sostenute per arrivare a quel risultato. Anni di udienze, parcelle di avvocati, consulenze tecniche, perizie: tutto questo ha un costo reale, che nella maggior parte dei casi rimane a carico di chi si è difeso.

Qualcuno potrebbe dire, c’è comunque il recupero delle spese legali dalla controparte ma è oggettivamente una strada in salita. In teoria, il giudice può condannare la parte soccombente al rimborso delle spese legali ma nella pratica:

  • i rimborsi riconosciuti dal giudice sono spesso calcolati sulla base di tariffe standard, molto inferiori ai costi reali sostenuti
  • quando la controparte è insolvente o scarsamente patrimonializzata, anche una condanna alle spese rimane lettera morta
  • i tempi per ottenere il rimborso, quando avviene, sono comunque lunghi e incerti

Teniamo conto anche di un altro fattore: il costo emotivo ed economico dell’attesa. C’è, di fatto, una dimensione che va oltre i numeri: un procedimento giudiziario, anche se si conclude favorevolmente, comporta anni di stress, distrazione dalle attività lavorative e professionali, e un impatto sulla reputazione che non sempre si recupera completamente. Tutto questo ha un peso concreto, difficilmente quantificabile ma reale.

Come cambia la situazione con una polizza D&O

Con una copertura attiva, la compagnia assicurativa interviene fin dall’inizio del procedimento, anticipando le spese legali e gestendo la difesa indipendentemente dall’esito finale. L’assicurato può così concentrarsi sulla propria difesa e sul proprio lavoro, senza dover attingere al patrimonio personale per sostenere costi che potrebbero durare anni.

8. Con una polizza D&O si è coperti anche per errori del passato?

È una domanda molto frequente e la risposta richiede una spiegazione precisa, perché dipende da come è strutturata la polizza e da alcuni meccanismi tecnici fondamentali. Parto dal “claims made”. Come accennato in precedenza, le polizze D&O funzionano quasi sempre sono in regime claims made. Questo significa che ciò che conta per l’operatività della copertura non è quando è avvenuto il fatto che ha generato il danno, ma quando viene formulata la richiesta di risarcimento.

In altre parole: se oggi stipulo una polizza D&O e domani ricevo una richiesta di risarcimento per una decisione presa due anni fa, la polizza – in linea di principio – può coprirmi, perché la richiesta è arrivata durante il periodo di validità della copertura.

Passimo poi alla retroattività per capire meglio cos’è e perchè e rilevante. La maggior parte delle polizze D&O prevede una data di retroattività, ovvero una data a partire dalla quale i fatti generatori del danno sono coperti, anche se precedenti alla stipula della polizza. Più la data di retroattività è lontana nel tempo, maggiore è la protezione per il passato. Questo significa che, al momento di sottoscrivere una polizza, è essenziale:

  • verificare la data di retroattività prevista dal contratto
  • assicurarsi che copra il periodo in cui si è effettivamente ricoperta la carica
  • valutare se estendere la retroattività, spesso possibile con un adeguamento del premio

Attenzione a questa particolarità: i fatti già noti. Infatti c’è però un limite importante: i fatti che l’assicurato già conosce al momento della stipula – situazioni di cui è consapevole e che potrebbero sfociare in una richiesta di risarcimento – sono generalmente esclusi dalla copertura. La logica assicurativa si basa sull’incertezza dell’evento: non è possibile assicurarsi contro qualcosa che si sa già stare per accadere.

Altra caratteristica è l’ultrattività ovvero la protezione dopo la scadenza della polizza. In pratica, cosa succede se la polizza scade o viene disdetta, e una richiesta arriva in seguito per fatti accaduti durante il periodo di copertura? Qui entra in gioco la clausola di ultrattività – o extended reporting period – che estende la possibilità di denunciare sinistri per un periodo determinato dopo la scadenza della polizza, relativamente a fatti avvenuti quando era in vigore.

Quindi con le giuste clausole contrattuali una polizza D&O può coprire anche errori del passato. Ma è fondamentale leggere attentamente le condizioni, verificare la data di retroattività e affidarsi a un consulente assicurativo esperto per strutturare una copertura davvero adeguata alla propria storia professionale.

9. La responsabilità è solo personale o coinvolge anche l’azienda?

È una distinzione cruciale, spesso poco chiara anche a chi ricopre ruoli apicali. La risposta è: coinvolge entrambe, ma in modi diversi e con implicazioni distinte.Vediamola così, la responsabilità personale è il rischio più diretto. L’amministratore o il dirigente risponde personalmente quando viene ritenuto responsabile di atti od omissioni compiuti nell’esercizio del proprio mandato. In questi casi, come già visto, il rischio ricade sul patrimonio personale della persona fisica, indipendentemente dalla solidità finanziaria dell’azienda. Questa responsabilità può essere:

  • Civile: verso la società, i soci o i terzi danneggiati
  • Penale: per reati commessi nell’esercizio della funzione, come bancarotta, falso in bilancio, reati fiscali o ambientali
  • Amministrativa: verso autorità di vigilanza o, nel caso di enti pubblici, verso la Corte dei Conti

La responsabilità dell’azienda entra in gioco quando è coinvolta su più fronti. Come ad esempio:

  • Responsabilità solidale – in alcuni casi previsti dalla legge, la società risponde insieme all’amministratore per i danni causati a terzi, con obbligo di risarcimento che grava sul patrimonio aziendale
  • Responsabilità amministrativa degli enti: il D.Lgs. 231/2001 prevede che le società possano essere direttamente sanzionate per reati commessi nel loro interesse o vantaggio da parte di amministratori e dirigenti, con conseguenze che includono sanzioni pecuniarie, interdizioni e persino la sospensione dell’attività
  • Obbligo di manleva: molte imprese si impegnano statutariamente a tenere indenni i propri amministratori dalle conseguenze di azioni legali legate al loro mandato, sostenendo i costi di difesa. Questo però grava direttamente sulla liquidità aziendale

Un rischio del doppio fronte e uno degli scenari più complessi – e più costosi – è quello in cui la società agisce contro il proprio amministratore. Può accadere quando:

  • cambia l’assetto proprietario o il management
  • la società entra in crisi o fallisce, e il curatore fallimentare promuove azioni di responsabilità
  • i soci di minoranza contestano le scelte della governance

In questi casi, l’amministratore si trova nella paradossale situazione di dover difendere il proprio operato dall’azienda che ha gestito, senza poter contare sul supporto di quest’ultima.

Come la polizza D&O gestisce questa complessità

Una polizza D&O ben strutturata tiene conto di tutti questi livelli di rischio:

  • tutela la persona fisica nelle azioni promosse da terzi o dalla società stessa
  • può prevedere la copertura dei costi di manleva sostenuti dall’azienda in favore dei propri amministratori
  • in alcune configurazioni, include anche la responsabilità diretta della società per determinati eventi

Oggi, con la normativa vigente, anche la società può essere chiamata a rispondere direttamente, con impatti economici e reputazionali importanti.

10. In quali situazioni il rischio è più alto?

Il rischio per amministratori e dirigenti non è uniforme: esistono contesti, momenti e circostanze in cui la probabilità di essere coinvolti in una richiesta di risarcimento o in un procedimento aumenta significativamente. Conoscerli è il primo passo per valutare adeguatamente la propria esposizione. Partiamo da queste tipiche situazioni tipo come:

Momenti di crisi e discontinuità aziendale

È statisticamente dimostrato che il maggior numero di azioni di responsabilità si concentra in fasi di instabilità:

  • Crisi finanziaria o insolvenza — quando l’azienda entra in difficoltà, creditori, soci e curatori fallimentari tendono a ricercare responsabilità nella gestione precedente
  • Fallimento o liquidazione — il curatore fallimentare ha l’obbligo di valutare se promuovere azioni di responsabilità contro gli ex amministratori
  • Cambio di proprietà o fusioni e acquisizioni — il nuovo management o i nuovi soci spesso riesaminano criticamente le decisioni passate, aprendo contenziosi nei confronti di chi ha gestito in precedenza
  • Ristrutturazioni aziendali — riorganizzazioni, tagli al personale e cessioni di rami d’azienda generano frequentemente contestazioni da parte di dipendenti, sindacati o parti terze

Settori ad alto rischio regolatorio

Alcuni ambiti sono strutturalmente più esposti per la densità normativa che li caratterizza:

  • Settore finanziario e bancario — sotto la vigilanza diretta di Banca d’Italia e Consob, con obblighi stringenti e sanzioni severe
  • Settore sanitario — responsabilità legate alla gestione di strutture, appalti e sicurezza dei pazienti
  • Settore ambientale ed energetico — normative sempre più severe su emissioni, smaltimento e impatto ambientale
  • Società quotate — esposte ad azioni degli azionisti e a controlli continuativi delle autorità di mercato
  • Enti pubblici e società partecipate — soggetti alla Corte dei Conti e a controlli della Corte dei Conti e organismi ispettivi

Decisioni ad alto impatto

Alcune tipologie di decisioni manageriali sono intrinsecamente più rischiose di altre:

  • Operazioni straordinarie — acquisizioni, fusioni, cessioni di asset, aumenti di capitale
  • Scelte di investimento rilevanti — specialmente se rivelatesi sbagliate o non adeguatamente documentate
  • Gestione dei rapporti di lavoro — licenziamenti collettivi, demansionamenti, gestione di situazioni di mobbing o discriminazione
  • Decisioni in materia fiscale — pianificazioni aggressive o errori nella gestione degli adempimenti
  • Scelte in materia di sicurezza sul lavoro — ambito in cui la responsabilità penale personale è particolarmente concreta

Il contesto esterno: quando il rischio viene dall’ambiente

Oltre ai fattori interni, esistono dinamiche esterne che amplificano l’esposizione:

  • Aumento del contenzioso societario — la cultura del ricorso alle vie legali è in costante crescita, anche in Italia
  • Normative sempre più complesse — GDPR, normativa antiriciclaggio, sostenibilità ESG, whistleblowing: ogni nuova regolamentazione genera nuovi profili di responsabilità
  • Azionariato attivo e fondi attivisti — sempre più pronti a contestare le scelte del management
  • Esposizione mediatica — le crisi aziendali oggi si amplificano rapidamente sui media, aumentando la pressione verso azioni legali

11. È una polizza solo per grandi aziende?

È uno dei luoghi comuni più diffusi – e più pericolosi – quando si parla di questa copertura. La realtà è esattamente opposta: la polizza D&O è uno strumento necessario a prescindere dalle dimensioni aziendali. Le PMI sono spesso più esposte delle grandi aziende. Paradossalmente, in una piccola o media impresa il rischio per l’amministratore è spesso più elevato che in una grande corporation. I motivi sono diversi:

  • Concentrazione dei ruoli: nelle PMI è frequente che il socio, l’amministratore e il gestore operativo siano la stessa persona, che accumula quindi più responsabilità contemporaneamente;
  • Minori risorse per la difesa: una grande azienda dispone di uffici legali interni e risorse finanziarie per affrontare un contenzioso mentre una PMI no;
  • Assenza di strutture di controllo – nelle realtà più piccole mancano spesso i presidi organizzativi che nelle grandi imprese attenuano il rischio di errori gestionali;
  • Maggiore dipendenza dalle banche: gli istituti di credito sono tra i soggetti più attivi nel promuovere azioni di responsabilità in caso di insolvenza;
  • Patrimonio personale più esposto: l’amministratore di una PMI spesso ha fornito garanzie personali e ha il proprio patrimonio direttamente intrecciato con le sorti dell’azienda.

Le startup: un caso particolare

Le startup meritano un discorso a parte. Operano in contesti ad alta incertezza, prendono decisioni rapide con informazioni incomplete e spesso raccolgono capitali da investitori esterni. Tutti elementi che aumentano significativamente il rischio di contestazioni:

  • gli investitori possono agire contro i fondatori in caso di risultati deludenti o di scelte ritenute scorrette
  • la crescita rapida genera frequentemente contenziosi con dipendenti, partner commerciali o fornitori
  • la gestione della proprietà intellettuale e degli accordi societari è spesso fonte di dispute tra i soci fondatori stessi

Le associazioni e il Terzo Settore: un rischio sottovalutato

Anche presidenti e consiglieri di associazioni, fondazioni e cooperative sono esposti a responsabilità concrete, spesso senza esserne consapevoli. Chi gestisce fondi pubblici, coordina dipendenti o prende decisioni che impattano su terzi risponde personalmente delle proprie scelte, esattamente come un amministratore di società. E lo fa quasi sempre senza alcuna copertura assicurativa.

Il premio si adatta alle dimensioni

Un altro motivo per cui la D&O viene erroneamente percepita come uno strumento riservato alle grandi imprese è il costo. In realtà:

  • il premio assicurativo è proporzionale alle dimensioni e al profilo di rischio dell’organizzazione
  • per una PMI o una startup, il costo annuo può essere molto contenuto, spesso inferiore a quanto si spende per altre coperture aziendali ritenute scontate
  • il rapporto tra costo della polizza e potenziale danno è favorevole a qualsiasi dimensione aziendale

In ogni caso, la domanda giusta non è quanto è grande la mia azienda, ma ho persone che prendono decisioni per conto di altri? Se la risposta è sì – e lo è in qualsiasi organizzazione strutturata – il rischio esiste e merita di essere gestito.

12. Le nuove normative aumentano davvero i rischi per amministratori e dirigenti?

Sì, e in modo significativo. Negli ultimi anni il quadro normativo che regola la vita delle imprese e la responsabilità di chi le governa si è fatto progressivamente più complesso, più pervasivo e – soprattutto – più sanzionatorio. Ogni nuova regolamentazione introduce nuovi obblighi, e con essi nuovi profili di responsabilità personale.

Le aree normative a maggiore impatto

  • GDPR e protezione dei dati personali Dal 2018 la normativa europea sulla privacy ha introdotto obblighi precisi per le organizzazioni e responsabilità dirette per chi le gestisce. Le sanzioni possono raggiungere cifre molto elevate e, in caso di violazioni gravi, la responsabilità ricade anche sulle persone fisiche che hanno omesso di adottare le misure necessarie.
  • D.Lgs. 231/2001 – Responsabilità amministrativa degli enti Norma ormai consolidata ma in continua espansione nel catalogo dei reati presupposto. Oggi include reati ambientali, informatici, tributari e di corruzione. Quando un reato viene commesso nell’interesse o a vantaggio dell’azienda, la responsabilità investe sia la persona fisica che l’ente, con sanzioni che possono includere l’interdizione dall’attività.
  • Normativa ESG e sostenibilità È la frontiera più recente e in rapida evoluzione. Le direttive europee in materia di rendicontazione non finanziaria, due diligence sulla catena di fornitura e transizione ecologica stanno introducendo obblighi concreti per il management. Chi non li rispetta – o non li documenta adeguatamente – si espone a contestazioni da parte di soci, investitori e autorità di vigilanza.
  • Whistleblowing La normativa sul whistleblowing, recepita in Italia nel 2023, obbliga le organizzazioni a dotarsi di canali interni per la segnalazione di illeciti e protegge i segnalanti da ritorsioni. Una gestione scorretta delle segnalazioni può generare responsabilità dirette per gli amministratori.
  • Normativa antiriciclaggio Gli obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette ricadono sempre più direttamente sugli organi di gestione, con sanzioni personali in caso di omissioni.
  • Cybersecurity e resilienza digitale La direttiva NIS2, entrata in vigore nel 2024, ha esteso significativamente gli obblighi in materia di sicurezza informatica, introducendo responsabilità esplicite per i vertici aziendali in caso di incidenti derivanti da misure di sicurezza inadeguate.

Una copertura D&O aggiornata tiene conto di questo scenario normativo in evoluzione, estendendo la protezione anche ai procedimenti originati da violazioni regolamentari e alle sanzioni amministrative. È però fondamentale verificare periodicamente che la polizza sia allineata alle normative più recenti, poiché coperture datate potrebbero non includere i rischi emergenti. I nostri specialisti posso fornirti tutte queste informazioni.

13. Perché aspettare è un grave errore?

Perché la D&O funziona quando il problema non è ancora emerso. Attivarla dopo è troppo tardi. La vera protezione è anticipare il rischio, non subirlo.

14. Quanto costa una polizza D&O?

Una D&O non è una polizza standard. Possiamo fornirti questa risposta ma avremo bisogno di alcuni elementi da parte tua per determinare il premio. Giusto per darti un’idea, è rilevante conoscere:

  • Fatturato aziendale: più l’azienda è grande, più aumenta il rischio, più alto sarà il premio
  • Massimale scelto: se 500.000 € il costo sarà più basso rispetto a 5.000.000 €
  • Settore: Edilizia, sanitario, finanza: più rischio determina un premio più alto. Al contrario: servizi più “semplici” avranno un costo più basso
  • Numero dipendenti e struttura: Più persone = più probabilità di contenziosi
  • Storico sinistri: se l’azienda non ha mai avuto cause avrà un premio più basso di chi le già avute.

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Le informazioni riportate non costituiscono contratto e non impegnano il broker o l’assicuratore per il quale valgono le condizioni contrattuali sottoscritte tra le parti. Leggere attentamente il set informativo di polizza prima della sottoscrizione.

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