Obbligo Assicurativo per i dirigenti pubblici e PA
D’ora in avanti, chiunque assuma incarichi con gestione fondi pubblici deve stipulare una polizza prima dell’incarico, coprendo danni da colpa grave (non dolo). L’assicurazione è litisconsorte necessario nei procedimenti; iscritti ANP godono già di copertura automatica.
Con la Legge n. 1/2026 sulla responsabilità erariale, sono infatti obbligati alla polizza Danno Erariale tutti i soggetti che gestiscono fondi pubblici e assumono incarichi formali.
Soggetti Obbligati
- Dirigenti pubblici (PA centrale/locale, sanità, enti pubblici economici).
- Amministratori (sindaci, presidenti enti locali, consigli di amministrazione).
- Segretari comunali e responsabili servizi con poteri sostitutivi.
- Chiunque gestisca risorse erariali con firma autorizzata (RTP, funzionari tesoreria).
Nota: non si applica a colpa lieve/dolo; obbligo scatta prima dell’incarico con adeguamento entro 30 giorni. Iscritti ANP/CIDA spesso già coperti automaticamente. La polizza deve essere liticonsorte nei procedimenti Corte dei Conti.
Il significato di liticonsorte nel Contesto Erariale
Nella polizza danno erariale (Legge 1/2026), l’assicurazione diventa litisconsorte necessario nel procedimento Corte dei Conti: deve essere chiamata in causa dal giudice o dall’assicurato per coprire il danno da colpa grave, integrando il contraddittorio.
Conseguenze Pratiche
- Il giudice ordina l’integrazione se assente, con termine perentorio.
- NGarantisce difesa completa (amministratore + polizza) evitando sentenze nulle.
- Esempio: dirigente PA citato per danno → polizza interviene come co-difensore.
Un punto svolta per chi gestisce risorse pubbliche
Il 2026 segna quindi un punto di svolta storico per chiunque gestisca risorse pubbliche. La riforma della Corte dei Conti (Legge n. 20/1994 e Codice della Giustizia Contabile) è ufficialmente operativa, introducendo uno “scudo” più definito ma anche nuove responsabilità precise in materia di danno erariale.
Perché l’obbligo di polizza assicurativa è fondamentale?
Nonostante le maggiori tutele come vedremo nello schema successivo, la riforma del 27 dicembre 2025 ribadisce un punto fondamentale: l’obbligo di copertura assicurativa per chi assume incarichi con gestione di risorse pubbliche.
La tipizzazione della colpa grave rende ancora più importante avere una Tutela Legale e una RC Patrimoniale specifica. Perché se è vero che i limiti di risarcimento sono chiari, i costi per difendersi in un giudizio contabile restano elevatissimi e la complessità delle nuove norme richiede esperti al tuo fianco.
Cosa cambia concretamente? Il confronto Prima vs Dopo
Per capire l’entità della riforma, è utile mettere a confronto il vecchio regime con le nuove disposizioni in vigore da gennaio 2026:
| Profilo | Vecchio Regime | Riforma 2026 |
| Pareri e Prassi | Protezione incerta | Esimente totale: se segui pareri qualificati, non c’è colpa |
| Danno Risarcibile | Potenzialmente integrale | Limitato: max 30% del danno e max 2 stipendi annui |
| Prescrizione | Incerta (dalla “scoperta”) | Fissa: 5 anni dal fatto dannoso |
La nuova “Colpa Grave”: meno spazio alle interpretazioni
Il cuore della riforma è la tipizzazione. Non basta più una “generica negligenza” per essere perseguiti per danno erariale. Oggi la colpa grave scatta solo se:
- Si violano norme in modo manifesto e macroscopico.
- Si travisano palesemente i fatti documentati.
- Si negano fatti incontrovertibili.
Il vantaggio per te: Se agisci seguendo procedure chiare, pareri delle autorità o orientamenti giurisprudenziali consolidati, la colpa grave è esclusa per legge.
Il valore del controllo preventivo e dei pareri
Un pilastro fondamentale della riforma è lo spostamento del baricentro dalla punizione ex-post alla prevenzione ex-ante. La legge stabilisce infatti che non è configurabile la colpa grave per gli atti che sono stati sottoposti al controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti e che hanno ottenuto il visto di registrazione.
Questo “scudo” si estende anche agli atti che costituiscono il presupposto logico e giuridico di quelli controllati. In altre parole, la riforma premia la qualità del processo decisionale: chi opera seguendo procedure trasparenti, richiedendo pareri tecnici e interpellando le autorità competenti, riduce drasticamente la propria esposizione a contestazioni per danno erariale. Questo approccio favorisce una Pubblica Amministrazione più decisa e meno paralizzata dalla cosiddetta “burocrazia difensiva”.
Il “tetto” al risarcimento: una tutela per il tuo patrimonio
Una delle novità più attese riguarda l’entità del risarcimento. Salvo i casi di dolo (volontà di recare danno), il funzionario pubblico non rischia più il dissesto finanziario personale. La sanzione per danno erariale è ora parametrata:
- Non può superare il 30% del danno accertato.
- In ogni caso, non può eccedere il doppio della retribuzione annua o del compenso percepito.
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