Il private equity all’interno dei portafogli dei clienti: gestione, perché investire, vantaggi

 In Investimenti

Non solo aziende, società e industrie quotate: il mondo della finanza accoglie anche investitori privati e PMI attraverso fondi di investimento più snelli e diversificati identificati perlopiù con i Private Equity. Il Private insurance può essere una soluzione per gestire e semplificare gli investimenti nel private equity.

In un momento di grande incertezza parlare di investimento può certamente destare grande scalpore. In realtà i più scaltri possono intuire che allocare delle risorse in tale direzione può essere fonte di guadagno per il futuro. Tutto ciò non riguarda solo le grandi aziende e le industrie ma anche le PMI e i privati che possono accedere a un piano di investimento dedicato all’interno di una pianificazione patrimoniale strategica. Compito del proprio consulente identificare un portafoglio coerente con lo stile di vita e i desideri del cliente, facendo conto tanto delle opportunità quanto dei rischi connessi.

“Il Private insurance può essere una soluzione per gestire e semplificare gli investimenti nel private equity.”

Per rispondere a questo cambiamento il mercato ha proposto negli ultimi anni una grande diversificazione di prodotti di investimento che facilitano il sottoscrittore nel diversificare il proprio portafoglio in funzione dei rischi e dei benefici: i cosiddetti investimenti alternativi. Questo perché gli investimenti in asset alternativi si adattano maggiormente agli investitori con un orizzonte temporale lungo (non inferiore a 5 anni) e in grado di poter rinunciare alla flessibilità offerta dagli investimenti più liquidi. La diversificazione inoltre contribuisce ad abbassare la volatilità ed evitare eccessivi rischi di concentrazione con asset non correlati che reagiscono in modo diverso rispetto ai movimenti dei mercati quotati.

Secondo le stime una esposizione in asset alternativi fino al 20% è considerata una quota consigliata nei potrafoglio dei clienti. Gli strumenti finanziari alternativi che formano un portafoglio ben diversificato includono tipicamente:
› Fondi di Private Equity (tramite investimenti diretti o attraverso feeder structure)
› Hedge Fund complessi (con limitata liquidità e periodi di lock up)
› Società private (incluse azioni o obbligazioni non quotate)

Cos’è il PRIVATE EQUITY

Il private equity è il processo tramite il quale società finanziarie specializzate investono in società non quotate in borsa rilevandone quote di proprietà di maggioranza o di minoranza. In questo modo la società non quotata ottiene nuovi capitali per finanziare i propri piani di sviluppo. Dal lato opposto, la società finanziaria, ottiene la possibilità di partecipare alla crescita ed agli utili dell’azienda in cui ha investito.

Tra le operazioni più note nel private equity vi sono:  quelle di “Buy-Out”,  tra cui il leveraged buy out, ovvero le operazioni di acquisizione della maggioranza di una società utilizzando una grande quantità di debito, e altri strumenti di debito ibridi come i ‘’mezzanine’’,  ci sono poi i Venture Capital, attraverso cui un investitore decide di finanziare un’impresa acquistando partecipazioni della stessa. Alla pianificazione del private equity si associa quelle dei Private Debt, ovvero dei fondi comuni di investimento la cui politica di investimento si focalizza su strumenti finanziari di debito emessi dalle imprese tra cui obbligazioni, cambiali finanziarie, altre tipologie di strumenti finanziari di debito, nonché finanziamenti, sotto forma di trattativa privata.

Come funziona il Private Equity? 

Cercando di semplificare, il Private Equity funziona così: la società finanziaria specializzata (appunto società di investimento in private equity) raccoglie il capitale dal pubblico degli aspiranti investitori (convogliandolo in un “fondo di private equity”) per poi procedere alla selezione delle aziende “target”.  Queste aziende saranno accompagnate nel processo di crescita dalla società di private equity che nominerà amministratori e condividerà i programmi aziendali. Una volta realizzato il piano di sviluppo, la società di private equity rientrerà in possesso del capitale rivalutato realizzando i guadagni conseguiti.

Chi può investire in Private Equity?

Finora il private equity è stato appannaggio dei grandi investitori viste le importanti soglie di accesso rivolgendosi a imprese e società. A oggi le revisioni normative, l’evoluzione dell’industria finanziaria e in ultimo la situazione generata da Covid-19, hanno sensibilmente allargato il pubblico dei potenziali investitori creando soluzioni private. Il private equity è diventato così una classe di investimento allettante per molti investitori privati in quanto i fondi private equity offrono l’opportunità di investire in imprese interessanti fuori dalla borsa, anche con un capitale ridotto. Tra i più diffusi troviamo il private debt, il private equity e il venture capital. Grande rilevanza hanno anche gli asset reali, che abbracciano infrastrutture (energie rinnovabili, tower telecom ecc.), immobiliare e risorse naturali, come ad esempio, agricoltura, foreste, miniere e metalli.

Perché investire in Private Equity: rischi e vantaggi

Rispetto alle attività di investimento tradizionali, dal punto di vista del rendimento il private equity offre la possibilità concreta di ottenere un vantaggio superiore. Parallelamente, dal punto di vista dei rischi, gli asset privati mostrano una volatilità più contenuta ed una perdita massima più contenuta. Secondo la ricerca eseguita dalla società di revisione KPMG negli ultimi 3/5/10 anni  i fondi di private equity medio/lungo periodo hanno realizzato rendimenti superiori rispetto alle azioni. Due sono le ragioni: la prima è che trattandosi di investimento in società non quotate, non è prevista la possibilità di disinvestimento prima della scadenza (come avviene per la maggior parte degli investimenti finanziari); la seconda è da attribuire alla durata dell’investimento che per le Private Equity si attesta tra i 5 e i 10 anni.

Come e perché collocare il private equity in un portafoglio diversificato?

Collocare il private equity in un portafoglio diversificato è fondamentale in quanto il private equity offre rendimenti superiori rispetto a quelli di azioni e obbligazioni a fronte di una rinuncia alla liquidabilità del proprio investimento fino alla scadenza prevista (circa 10 anni). Trattandosi di investimento in società non quotate, il private equity non è soggetto alle oscillazioni tipiche del mercato azionario e quindi il capitale investito in private equity non subirà i ribassi tipici dell’investimento azionario. Perché è opportuno integrare  i fondi di investimento alternativo con una polizze private?

 

 

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La risposta è semplice:
1 – Gli investimenti alternativi presentano svariate complessità in fase di sottoscrizione e di rendicontazione. Con la polizza di private insurance, tali complessità amministrative vengono eliminate consentendo di gestire agevolmente gli asset alternativi all’interno di un portafoglio diversificato.
2 – Se parliamo di trasmissione della ricchezza la possibilità per le polizze unit-linked di investire in strumenti alternativi consente ai gestori patrimoniali di destinare strumenti illiquidi a soluzioni assicurative di lungo periodo efficienti e finalizzate alla protezione e al passaggio generazionale.

 

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